Sweet dreams
E’ un’estate diversa questa, che conclude un anno vissuto un po’ così, con tante decisioni prese senza guardare, come si fa con le carte da gioco, se va bene va bene, se va male hai perso tutto.
Le persone che arrivano, le persone che vanno, un’era che finisce e una che comincia.
E mi ritrovo al tavolo di casa mia con un amico a parlare di lavoro, che se ce lo avessero detto anni fa, piccoli e senza progetti, avremmo riso per ore.
Le persone che arrivano e soprattutto quelle che vanno. Un anno fatto di “ci sentiamo presto”, “vengo a trovarti, stammi bene”. E io che mi sono stancata di essere quella che spende pezzi del cuore per chi non spende un centesimo per me. Io non sono capace di voler bene a momenti, io voglio bene sempre e se non te lo meriti più soffro un po’ ma poi passo oltre, perchè sono fortunata, perchè ho tanto da dare e ho tanto ricevuto e se tu non ci vuoi più essere non ti implorerò di volermi con te, andrò avanti e quello che è stato non sarà più.
Non è che non ci pensi, non è che non ricordi, io ricordo tutto e sento tutto come se lo vivessi ora. Ma dalle persone io voglio tutto, non accetto sconti, il bene e il male che hai da dare io lo voglio. E se devo accettare compromessi allora tutto finisce come è iniziato. A volte basta il vento la sera, al buio, per capire che ci sono muri che una volta costruiti non cadono mai.
“Sweet Dreams” – Sagi Rei
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Too many things are evident
Io credo che la vita non sia cosa per tutti. Non parlo della banale sopravvivenza, ma proprio della vita.
Vedo persone camminare nei giorni e negli anni senza notare a cosa passano di fianco.
Alcuni corrono, verso cosa non lo sanno neanche loro. Alcuni cadono e cominciano a piangere senza saperne il motivo.
E se chiedi loro perchè corrono e perchè piangono ti rispondono che la vita va così.
La mia di vita va ogni giorno in un modo diverso, va piano o veloce secondo quello che sento. Va leggera se guardo un paesaggio o sono immersa nella natura, è pesante se soffro per qualcosa, è meravigliosa se faccio qualcosa che amo.
Poi a volte si ferma e mi fa scoppiare il cuore, quando ascolto una canzone. E in quel momento mi dimentico chi sono e come passo le giornate. Assaporo il momento e quando c’è di nuovo silenzio ricomincio a camminare, ripartendo inconsapevolmente da capo, perchè l’attimo che ho appena vissuto ha segnato un nuovo bivio e una nuova svolta, e sono quelli i momenti in cui capisci la strada che devi prendere.
All that i know is I’m breathing
Vorrei scrivere delle cose che mi stanno accadendo, vorrei raccontare come mi sento e cosa sono diventata nel tempo. Vorrei dirvi se sono felice o se sono triste, se piango o se rido più spesso.
Ma non riesco a decifrare un solo giorno, perchè ho in mano la mia vita dopo anni in cui ho lottato perchè nessuno più potesse decidere per me.
E tenerla in mano, ora, è a volte bello e a volte brutto, divertente, emozionante o terrificante al tempo stesso.
Quando c’è qualcuno a decidere per te è più comodo lamentarsi, ribellarsi, fare le vittime e sentirsi insoddisfatti.
Ed essere liberi, com’è? Sconvolgente come una nuotata in apnea rendendoti conto che non hai bisogno di respirare.
Listening to “Keep Breathing” – Ingrid Michaelson
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Le cose che a scuola non ti raccontano
Siamo tornati ieri sera. Siamo partiti dall’Italia in direzione Austria, Repubblica Ceca e Germania. 7 giorni, 2200 chilometri, 4 nazioni, 2 alberghi, 2 fiumi, 2 città, 1 memoriale e 1 campo di concentramento.
Siamo parecchio stanchi e provati, le foto da catalogare sono tante ma sono ancora di più i ricordi.
E’ la seconda volta che ci inoltriamo nelle profondità dell’Austria e della Germania, sempre con lo stesso motivo: sapere e capire qualcosa in più di quello che nessuno ha mai voluto raccontarci.
Chi ci conosce sa che siamo appassionati studiosi e accaniti esploratori di tutto quello che riguarda la Seconda Guerra Mondiale e il dopoguerra, non solo in Italia, ma soprattutto in Germania.
Abbiamo cominciato a Gennaio di quest’anno visitando i luoghi importanti del periodo del muro e il muro stesso, poi siamo andati a ritroso negli anni attraverso monumenti, chiese, edifici parzialmente crollati, musei, ceneri e fotografie, campi di concentramento e bunker. Tanti amici ci raccontano di viaggi fatti di birra e wurstel e locali notturni, noi invece siamo andati a vedere la storia, e non mi vergogno di dire che ogni volta, in ogni posto, a parte scolaresche annoiate, abbiamo trovato solo persone dell’età giusta per aver vissuto con il loro cuore tutto quello che noi, troppo giovani per esserci stati, volevamo a tutti i costi capire.
Non lo so se siamo riusciti nel nostro intento, non lo so se abbiamo davvero capito. So che mancano ancora tante cose da vedere e da sapere, ma quello che è certo è che siamo contenti di aver visto cose che ci hanno chiuso gli occhi, di aver visitato posti che avremmo voluto avere il tempo di toccare davvero ma dai quali vuoi solo uscire il prima possibile, di aver toccato mura, mattoni, porte e ferro che hanno fatto una storia sconcertante e assassina. Siamo contenti di non essere insensibili agli anni che hanno creato anche il nostro mondo di oggi.
Qui trovate tutte le foto. Buon divertimento.
Where it was
Oggi in pausa pranzo sono andata a mangiare di fianco a dove lavoravo 3 anni fa.
Non ho resistito, sono entrata nel cortile e ho guardato cosa è diventato il nostro vecchio ufficio.
Sono passati 3 anni da quando mi sono seduta su una poltrona in pelle bianca, con i tacchi e la giacca, in nervosissima attesa del colloquio. Sono passati 3 anni da quando ho fatto il giro degli uffici con il mio nuovo capo e tante facce giovani e belle mi hanno detto “ciao, benvenuta”.
Sono passati 2 anni e 3 mesi da quando qualcuno ci ha detto “stiamo fallendo, trovatevi un lavoro”. Sono passati 2 anni e 2 mesi da quando abbiamo svuotato gli uffici dei dirigenti e siamo rimasti senza quasi nessuno a dirci cosa fare.
Sono passati 2 anni da quando ho chiuso la porta alle mie spalle e ho lasciato i miei colleghi, i miei amici e il mio lavoro in mezzo all’inferno di non conoscere il proprio futuro.
Oggi c’era il sole come quasi ogni giorno in quel cortile. Le finestre del piano terra sono grandi e si vede quasi tutto da fuori.
Ho visto che hanno montato quella porta sulla quale noi avevamo discusso settimane. Hanno tirato giù quel muretto che anche a noi non piaceva per niente. Hanno lasciato intatte le bellissime scale in vetro.
La ragazza alla reception mi ha visto arrivare e si è affacciata alla finestra, così come faceva la mia collega Alessandra, in quelle lunghe giornate da sola al centralino, e io che mi fermavo a chiacchierare ogni volta che potevo, io e lei, guardando fuori il sole nel cortile.
Hanno messo le tende lunghe alla finestra dietro quella che era la mia scrivania, le hanno messe anche alla porta che usavamo per uscire a fumare, che prima tutti ti vedevano e allora ti dovevi nascondere dietro l’albero in mezzo al cortile.
Gli scooter non ce li parcheggiano più, noi eravamo tutti scooteristi, tanto casino e tante risate.
Adesso c’è una società finanziaria, prima c’erano colori, cosmetici, modelli e truccatori. Ragazze alte e coi tacchi, con i capelli lucidi e vestiti bellissimi.
Chi non ha mai vissuto il fallimento di un’azienda non sa cosa si prova. E io non sono brava a spiegarlo. So solo che il tempo passa ma questa cosa ti resta dentro e tornare lì fa bene perchè ora è tutto passato, ma fa anche male, perchè tu ci avevi messo il cuore e la testa, e qualcuno ha deciso di mandare tutto in mille pezzi.
Updatessss
Lo so, non scrivo da parecchio tempo. Senza motivo.
Comunque un mese è passato e non è che sia stata ferma.
- Continuo a lavorare a tempo pieno per un cliente che appartiene al mondo fashion e pare sia famoso, ma io non sapevo nemmeno chi fossero prima di varcare la soglia del mio ufficio.
- Ho aperto un’azienda, ho una socia con la quale “ci siamo sposate” davanti ad un notaio e ad un commercialista e cerchiamo di far funzionare le cose. Ho anche 3/4 collaboratori, storditi come me.
- Per la suddetta azienda cerchiamo tecnici helpdesk e grafici, meglio se con p.iva. Altrimenti fa niente, ci si mette d’accordo.
- Ho fatto per la prima volta da navigatore in una gara di regolarità. Il pilota è il mio fidanzato, e no, 4 anni di convivenza non sono sufficienti per raggiungere l’intesa sufficiente ad affrontare una gara, però è stato divertente.
- Ho cominciato a correre con la mia macchina fresca di assetto in challenge amatoriali, il mese prossimo la prima cronoscalata, se casco di sotto dal dirupo vi ho voluto bene.
- Provo a continuare la dieta con scarso impegno, comunque dall’inizio ad ora siamo a -9 kg.
Per il resto è tutto uguale, sono sempre la stessa rincoglionita. Vediamo se riesco a riprendere gli aggiornamenti con cadenza più frequente, sennò arrivederci e grazie.
Oggi sono io
Devo sempre stare attenta al tono di voce, perchè la gente è sensibile. Devo controllare la variante di parole che uso, perchè l’umorismo toscano non lo capiscono tutti. Devo fare attenzione ad avere sempre un’espressione del viso rilassata o conciliante, perchè altrimenti pensano che sia sempre incazzata.
Ormai ho accettato da tempo il fatto che la scatola sia diversa dal contenuto.
Io dentro sono diversa.
Ma non serve a niente ripetere che chi mi conosce davvero sa che non sono come sembro, non serve perchè nessuno ha voglia di andare oltre all’apparenza, alla gente piace troppo gongolare affermando di averti capito al primo sguardo.
E invece non avete capito niente, e rassegnatevi, non riserverò mai “alla gente” quello che riservo alle persone che amo. A costo di soffrire fino alla fine dei miei giorni. Io sono capace di scindere conoscenze da affetti veri, e se voi volete vivere nell’eterna ipocrisia dei due bacini quando ti incontro e del “come stai?” che non richiede risposta, a me va bene così. Ma io ne resto fuori.
Non sarò mai quello che volete che sia, riderò se sarò felice e urlerò se sarò arrabbiata. Voi non lo sapete ma, la mattina, quando mi guardo allo specchio, IO mi riconosco.





