Archive for August, 2007
Compagnie
Non mi piace avere intorno persone cattive. Bhè, a chi piace? A nessuno credo, neanche agli stessi cattivi. Le persone cattive ti mettono di cattivo umore, ti fanno fare cattivo sangue, ti mettono in cattiva luce con gli altri il più delle volte. Quindi se io ho intorno persone cattive allora sono cattiva anche io. Eh si, sono proprio cattiva.
Riflessioni
Mi viene da piangere. Dalle 17 di ieri pomeriggio mi viene da piangere. Sarà per la discussione a lavoro, quella in cui è emerso che tutto quello che credevo del mio posto di lavoro in realtà non esiste, in cui mi sono accorta dolorosamente che anni di sacrifici tra orari assurdi e stipendio insufficiente, fine settimana a lavoro e feste lontane dagli affetti non sono serviti a niente. Perchè mi è stato detto che io oggi non potevo partire per le ferie. Non potevo cambiare il turno con un collega gentilissimo e fare il turno di mattina per riuscire a partire prima. No, non potevo, perchè un collega si è ammalato e siamo senza una persona. Ma di 6 esseri umani che si sono rifiutati di coprire il turno perchè sono stata trattata male solo io? In due mesi di estate ho avuto un solo fine settimana libero, e sottolineo uno. Non so se chi non lo ha mai provato lo può capire. L’estate è passata in un baleno e io non l’ho vissuta, ho sempre e solo lavorato. A parte qualche giorno a luglio per il mio compleanno (e sempre grazie alla gentilezza di un collega) il resto dei giorni li ho lavorati. E che me ne faccio di un lunedì libero quando il mio fidanzato e i miei amici sono liberi il fine settimana? Non me ne faccio di niente, ecco. Mi serve a stare a casa a fare i mestieri, a sentirmi sola e a smettere di sperare che qualcuno capisca.
E poi scopro che tanto non è servito a nulla. Mi hanno parlato di attaccamento al lavoro, collaborazione, che la vita personale non può sempre essere al primo posto. No? E chi c’è vicino a me quando sto male? Chi mi stringe la sera quando sono triste? Chi mi fa sentire donna, amica e amante accettandomi sempre e comunque anche quando io stessa non mi accetto? LUI. E, alla luce di questo, perchè non dovrebbe essere per me la priorità?
Voi che cosa avete fatto a parte farmi lavorare tutte le feste che avevo chiesto di avere libere, a parte negarmi l’aumento che vi ho chiesto quasi nella disperazione, a parte negarmi di partire serena per le mie agognate ferie?
Siete una manica di stronzi insensibili. Si, è più importante la vita privata. Si, cazzo, parto oggi pomeriggio, perchè non vedo i miei da mesi e perchè pretendo di stare con LUI.
E per la prima volta nella mia vita mi ritrovo a non sapere che fare. Nei lavori precedenti, se qualcosa non andava, trovavo di meglio e mi licenziavo, senza stare troppo a pensarci, in fondo erano contratti aticipi e temporanei, uno valeva l’altro.
Ma quando ho trovato quest’azienda mi sono innamorata, credevo di aver trovato la meta finale. Colleghi simpatici e possibilità di carriera. Contratto regolare e stipendio fisso.
E ambiente sereno, persone con un’apertura mentale mai vista.
Peccato che era tutto un bluff, una manovra subdola per reclutare adepti disposti a dimenticare tutto quello che c’è fuori da queste 4 mura in nome del dio lavoro.
Per me di Dio ce n’è uno e non si chiama lavoro.
Mi rendo conto che ne sto parlando quasi come se si trattasse di una persona, di un rapporto interpersonale importante. Ma per me il mio lavoro ERA importante. I sacrifici pesavano meno sapendo che li facevo per persone che meritavano il mio impegno. Adesso tutto ha un significato diverso, niente ha più l’importanza che aveva prima.
E se solo riuscissi a togliermi di dosso questa delusione schiacciante forse potrei capire davvero cosa devo fare.
Sheep Sheep Sheeeep!
Mi godo questa giornata libera dal lavoro pulendo le incrostazioni di qualcosa di non ben definito sul pavimento del balcone. Preciso che in genere di notte ci dorme il gatto, quindi..bè..
Ieri ho avuto la brillante idea di fare un salto ad Carrefour di Assago, pensando “tanto è Agosto, sono tutti i vacanza”, invece i milanesi sono tornati tutti sabato sera e hanno pensato bene di fare la spesa tutti insieme la domenica.
Odio questi stereotipi in cui cade la gente, una mandria di persone tutte abbronzate e col carrello pieno. Io, si sa, sono asociale e se posso fare il contrario di tutto lo faccio, ma da essere anticonformista a pecorone del gregge milanese ce ne passa. Certe volte rimpiango le domenica in campagna, dove non hai un cazzo da fare e per forza che si fa tutti le stesse cose. Mah.
Philip Morris
Sono in possesso di due sole, povere, tenere, gloriose sigarette. Magro bottino per una mattinata da sola a lavoro, ed essere sola vuol dire che non posso uscire a comprarle.
Sono qui dalle 6, ovvero 60 minuti, ho resistito finora ma ora cedo, ne fumo una. Ma vaffanculo va.
Driving Away
Manca una settimana alle vacanze, non faccio altro che pensare a quando saliremo in macchina e ci lasceremo alle spalle Milano. Ci aspettano l’Autodromo di Magione, il mare e poi la montagna.
Voglio il sole, l’acqua e le ciabatte! E invece sono sveglia (a fatica) dalle 5, sono in ufficio dalle 6 (non proprio, 6.30, ma fa niente), devo lavorare da sola, perchè il mio collega ha pensato bene di mettersi in malattia in agosto col calo di personale e le ferie e vaffanculo va, che non ho altro di utile da dire.
Driving Away
[foto di SaturnVision]






