FairyVisions



Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
"Paulo Coelho"

"Siete solo una manica di coglioni! Sapete perché? Perché non avete il fegato per stare dove vorreste stare. Voi avete bisogno di gente come me, vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: "Quello è un uomo cattivo." Bhè? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Io non ho questo problema. Io dico solo la verità, anche quando dico le bugie."
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A ventisette anni, niente funziona nella vita di Lara. Il fidanzato l'ha lasciata, ma lei non si arrende e lo perseguita con messaggi e telefonate, la società di cacciatori di teste che ha aperto con la sua migliore amica non decolla, la socia ha pensato bene di trasferirsi a Goa lasciandola in un mare di guai e la sua famiglia la considera un po' picchiatella... Quando si trova costretta dai genitori ad andare al funerale di una vecchia prozia di centocinque anni che non ha mai conosciuto, Lara sente di aver toccato il fondo. Durante la funzione, però, succede qualcosa di incredibile: le appare una ragazza bellissima, diafana, vestita con l'accurata ed eccentrica eleganza degli anni Venti, che le chiede con insistenza: "Dov'è la mia collana? Voglio la mia collana!". Chi è questa ragazza? Di quale collana parla? E com'è che solo lei tra i presenti al funerale la vede? Insomma, va bene lo stress, ma addirittura avere le visioni! In effetti l'immaginazione di Lara è sempre stata molto fervida, ma quello che da questo momento le accadrà sorprenderà anche lei. Ciò che ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, capricciosa, pungente e stravagante, vestita con meravigliosi abiti vintage, diventerà la sua guida, la sua amica più cara, la confidente perfetta, e che la ricerca dell'agognata collana si trasformerà per entrambe in una sorprendente avventura.more




Archive for September, 2007

La verità sulla vita

Ieri dalla solita telefonata serale con mia madre è emerso che mio cugino e sua moglie sono partiti questa notte alla volta della Bosnia, per un pellegrinaggio spirituale organizzato da un’associazione cattolica che abitualmente seguono. Vanno a parlare di Dio con le persone che forse ne hanno più bisogno, loro che hanno tutto lasciano tutto per un mese e si dedicano agli altri.

Sono rimasta veramente sorpresa, sapevo che erano due persone straordinarie, ma questo mi ha lasciato senza parole.
A dire il vero la loro vita mi ha SEMPRE lasciata senza parole.
Si sono sposati quanto lei aveva 19 anni e lui 26 perchè era rimasta incinta. Si frequentavano da 3 mesi..Sono andati a vivere con i miei zii, i genitori di lui, e lei non hai mai battuto ciglio. Hanno avuto tre figli stupendi nel giro di 5 anni. Lavorano, curano i figli egregiamente, fanno vacanze, fanno volontariato, tengono la casa splendidamente, organizzano cene per parenti e amici con pizza fatta a mano in giardino. E si ritagliano del tempo per loro. Sono belli, curati, giovani, sereni. 3 figli, una casa, due lavori, tanti impegni e spese e pochi soldi.

Sono veramente certa, senza nessun dubbio, che la ricchezza fa davvero la felicità.
A patto che sia ricchezza interiore.

DeviantArt e i suoi coglioni

Ok, DeviantArt è un ottimo sito, un ottimo metodo per farsi pubblicità a costo praticamente zero bla bla bla.
Ma sono leggermente schifata dall’uso che ne viene fatto.
Andiamo con ordine:

- illustratori presunti tali che pubblicano lavori che non si possono guardare, che si fanno commentare dai loro amici giusto per farsi belli e se dici loro “guarda, fai un attimino cagare” se la prendono nonostante campeggi l’impostazione “critiques welcome”;

- stock di foto. Ok, utili, grazie, i photomanips ringraziano, ma ce le volete mettere delle cazzo di foto in alta risoluzione oppure ci si deve accontentare delle vostre sfocate e pixelose produzioni 3000×2000 di sto cazzo dove per avere una resa decente la manipolazione deve essere non oltre 400×300!

- gente che pubblica lavori giusto perchè non aveva niente da fare. In questa categoria possiamo annoverare fotografi, fotomanipolatori, poeti, illustratori, chi cazzo vi pare, perchè credo che non abbia senso postare immagini palesemente (e atrocemente direi) fuori fuoco (prima di definirsi fotografi, abbiate un po’ di umiltà), manipolazioni con effetti talmente accentuati e poco amalgamati col resto che vi posso elencare in ordine esatto tutte le operazioni che avete fatto in photoshop, testi a metà, per lo più copiati da altri, illustrazioni non finite (che poi lo scrivete nei commenti e allora che cazzo le postate a fare, mettetele almeno in “scraps”).

 Ok, ho finito, e aggiungo anche un bel “andate a cagare” anche a tutti quei blogger talmente insicuri di essere vivi e intelligenti da risentirsi per ogni commento ai loro post che non sia “ti amo sei perfetto”.

 Ma soprattutto, e questa non è una critica ma mera curiosità: perchè ogni essere umano italiano che va in vacanza in un qualsivoglia luogo dove ci sia uno Starbucks deve per forza e inesorabilmente mettere la foto del Frappuccino sul post di resoconto vacanza sul blog? Cosa gliene deve fregare al vostro lettore medio che voi avete bevuto un Frappuccino, o che siete entrati da Starbucks? Scommetto che nessuno è in grado di fornire una spiegazione logica. Oppure, come spesso sospetto, è solo un modo per farsi belli nel web, come se Starbucks fosse chissà quale indice di raggiunta notorietà, e qualcuno si sentirà preso di mira (leggi “gli brucia il culo”), ma sai a me che cazzo me ne frega.

Cattiveria rulez, restituiamo il mondo alla gente con le palle.

Voglio andare a casa

Sabato pomeriggio a lavoro. Arrivo, il mio collega scappa con 2 ore di anticipo sul suo orario di uscita. E vabbè. Comincio a lavorare, mi accorgo che il suddetto collega non ha “flaggato” quello che doveva “flaggare” (non sto a dilungarmi su cosa sia, vi dico solo che se non lo fai e il capo ti scopre ti scortica). E vabbè, flaggo io. Proseguo nelle mie attività lavorative del pomeriggio e mi accorgo che il suddetto ormai rotto in culo collega non ha fatto le manutenzioni programmate per TUTTI i sabato mattina che Dio mette in terra per i nostri clienti francesi. Ecco, adesso mi gira il cazzo. Controllo l’orologio, sono le 15.00, le suddette manutenzioni vanno fatte entro le 11. Chiamo il capo, spiego l’accaduto, mi dice che non ci sono problemi, posso fare anche io alle 15.30. Bene, faccio. (e mando a cagare il collega in silenzio). Proseguo, finite le manutenzioni mi accingo a controllare uno dei nostri più grossi clienti italiani (leggi “colui che sborsa la cifra tale da permetterci di vivere anche se non avessimo nessun’altro cliente”, quindi importantissimo), vado a controllare sulle macchine se sono andati a buon fine i salvataggi notturni e scopro che su una macchina il salvataggio non è stato eseguito….perchè mancava la cassetta dove copiare!! E chi c’era ieri in turno di mattina con mansione specifica di cambiare tutte le cassette?? Il suddetto collega rotto in culo!! Alèèèè!

Sorvoliamo sul lavoro. Che è molto meglio.

Non scrivo da qualche giorno perchè, nell’ordine, ho fatto:

- sono stata in malattia, finalmente, andate tutti affanculo.
- sono andata a riprendere il gatto a Siena, dato che era lì da più di un mese, e al momento della partenza genitori e zia sembrava salutassero un figlio che stava partendo per la legione straniera in cui c’era una guerra in atto e possibilità di sopravvivenza uguali a zero. Il figlio in questione ovviamente era il gatto, “ciccino carino ma quanto è batuffolo”. Si, certo.
- ho ricominciato a vivere con un gatto in casa, quindi devo sparecchiare tutte le sere, stendere sempre i panni asciutti invece di lasciarli lì una settimana, raccogliere sempre da terra i calzini, invece che lasciarli lì un mese, buttare sempre la spazzatura. Perchè sennò il gatto sfrutta tutte le sopracitate cose a suo piacimento con goduria distruttiva. Ovviamente sono molto impegnata.

Adesso credo che comincerò a contare i minuti che mi separano dalla fine di questo turno di merda e del cazzo, tanto per usare eufemismi, per stasera prevedo di non fare assolutamente un tubo, e se il gatto vuole giocare coi piatti che non sparecchierò cazzi suoi, che almeno se li lavi lui!

Updates

Aggiunta pagina “Books” in alto a destra. In aggiornamento continuo, mi ci vorrà una vita ad inserire tutti i miei libri -_-.

La gente

Nel mezzo al marasma delle persone, generalizzando al massimo, si possono tranquillamente individuare due gruppi: le Persone e le personcine.

Le Persone sono quelli tranquilli, che in macchina vanno ad un’andatura senza infamia nè lode, quelli che se fai i fari per sorpassare si spostano subito senza tante storie, quelli che ti lasciano attraversare sulle strisce e magari ti sorridono, quelli che ti vedono con poche cose alla coda del super e ti fanno passare. E tante altre cose che ora non mi sovvengono.

Poi ci sono le personcine. Sono quelli che sostengono di avere sempre ragione e tu hai sempre torto, in ogni settore della vita e in ogni occasione, che vanno ultrapiano in macchina e se fai notare che sono di 20 chilometri sotto il limite e forse è il caso che si diano una mossa ti mandano a cagare, che ti tagliano la strada, vedendoti arrivare calcolano il momento esatto per entrare giusto in tempo perchè tu debba inchiodare, e se osi fare rimostranze ti mandano affanculo, quelli che al super hanno sempre più fretta, e poi li trovi al parcheggio a fumarsi una sigaretta. Ma soprattutto quello che stamattina, dopo avermi stracciato le palle in autostrada andando a 70 all’ora, facendo slalom tra le corsie, con un traffico da far venire le cataratte a stare al volante, dopo ripetuti suoni di clacson da parte mia, ha inchiodato in mezzo alla corsia, è sceso, si è avvicinato e mi ha detto “aho ma che rompi i coglioni! Io ho uno scooter, non do mica fastidio!”.

Già, sono io che non ho capito un cazzo.

Tema

 Titolo:
Dati i seguenti punti: stipendio ridicolo, se si considera che l’ufficio è ubicato a Milano e che alcuni turni sforano nelle ore notturne; orari difficili da sostenere, se hai una vita privata e cose da fare al di  fuori dell’ufficio; colleghi frustrati per la maggior parte; trattamento al pari di una scopa ormai in disuso; possibilità di aumento in tempi più o meno brevi pari a zero. Descrivi di che lavoro si tratta.

 Svolgimento:
Il mio.

La resa

Alla fine mi sono dovuta arrendere allo stato delle cose e:

- ho fatto 3 lavatrici, una delle quali è stata stesa dal mio fidanzato (certe cose non hanno prezzo!)
- ho lavato tutti i piatti, e per tutti intendo tutti quelli di cui sono in possesso perchè nella svogliatezza dei giorni precedenti li abbiamo usati tutti
- ho riordinato il piano della cucina, spostando un po’ di cose e costruendo una bellissima scatolina per i mille tipi di thè che ho, adesso tutto sta a vedere cosa ne farà il gatto quando tornerà dalle vacanze

Mi resta ancora da piegare circa 40 paia di calzini, 20 paia di mutande, una decina di reggiseni, stirare 30 magliette, qualche paio di lenzuola e 3 paia di jeans. E io che credevo di aver fatto un sacco di cose! Ma perchè non si finisce maiiiiiii?!?!?!