FairyVisions



Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
"Paulo Coelho"

"Siete solo una manica di coglioni! Sapete perché? Perché non avete il fegato per stare dove vorreste stare. Voi avete bisogno di gente come me, vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: "Quello è un uomo cattivo." Bhè? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Io non ho questo problema. Io dico solo la verità, anche quando dico le bugie."
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A ventisette anni, niente funziona nella vita di Lara. Il fidanzato l'ha lasciata, ma lei non si arrende e lo perseguita con messaggi e telefonate, la società di cacciatori di teste che ha aperto con la sua migliore amica non decolla, la socia ha pensato bene di trasferirsi a Goa lasciandola in un mare di guai e la sua famiglia la considera un po' picchiatella... Quando si trova costretta dai genitori ad andare al funerale di una vecchia prozia di centocinque anni che non ha mai conosciuto, Lara sente di aver toccato il fondo. Durante la funzione, però, succede qualcosa di incredibile: le appare una ragazza bellissima, diafana, vestita con l'accurata ed eccentrica eleganza degli anni Venti, che le chiede con insistenza: "Dov'è la mia collana? Voglio la mia collana!". Chi è questa ragazza? Di quale collana parla? E com'è che solo lei tra i presenti al funerale la vede? Insomma, va bene lo stress, ma addirittura avere le visioni! In effetti l'immaginazione di Lara è sempre stata molto fervida, ma quello che da questo momento le accadrà sorprenderà anche lei. Ciò che ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, capricciosa, pungente e stravagante, vestita con meravigliosi abiti vintage, diventerà la sua guida, la sua amica più cara, la confidente perfetta, e che la ricerca dell'agognata collana si trasformerà per entrambe in una sorprendente avventura.more




Archive for October, 2008

Storia di un vaffanculo programmato

Dunque, partiamo dall’inizio.

Ad ottobre dell’anno scorso, stufa degli orari osceni che facevo in ufficio, decido di guardarmi intorno e cercare un nuovo lavoro. Mando un po’ di curriculum, faccio colloqui, e tempo un paio di mesi sono già seduta sulla mia scrivania. O meglio, su una sedia con il portatile appoggiato sull’angolo della scrivania del mio capo, la scrivania non me l’avevano data. Mi dico “tempo al tempo, qualche giorno e si organizzeranno”.

Passa un mese, mi danno un intero ufficio tutto per me nella sede di fronte (lungo da spiegare), tutta felice mi insedio.

Passa un altro mese, mi rimettono nell’angolo della scrivania del mio capo, la seconda sede deve essere chiusa.

Passano 7 mesi in totale e finalmente mi danno la scrivania. Tutta felice mi insedio.

Passano 2 settimane e mi cambiano la scrivania, sorvolo, e mi insedio di nuovo.

L’inizio della fine.

Da mesi subito angherie di molteplici tipologie, le schematizzo per abbreviare:

- IO : Capo mi dai una chiavetta usb di quelle piccole nuove per portare in giro i driver che questa grossa è rotta?
CAPO : no, mettici lo scotch.
COLLEGA PUTTANA : capo a me la dai?
CAPO : tieni.
(ecco perchè denominata collega puttana)

- IO : Capo vorrei delle ferie per Capodanno.
CAPO : Ok, ma non dare per scontato che te le abbia già date.
IO : Ma..io…veramente…(non avrei aperto bocca)
CAPO : Ah è così? Ok non te le do.
(ti scoppiasse il culo)

- IO : Capo questa soluzione che hai pensato forse potrei integrarla con dei suggerimenti, li vuoi sentire?
CAPO : Certo, la tua esperienza può sempre servire, dimmi.
IO : Ecco, senti, pensavo che configurare una mail su un cellulare senza configurare l’accesso ad internet “potrebbe” non risolvere il prolema di accessibilità alla posta dell’utente.
CAPO : Ah no? Fai come ti dico io che sono il capo.
(risultato: ho configurato la connessione di nascosto)

- CAPO : Sai dove è finita la stufetta piccola che c’ho freddo?
IO : No, non saprei.
CAPO : (si alza e va a prenderla perchè evidentemente sapeva dov’era) Così non va bene.
IO : ????
CAPO : Dovevi alzarti a cercarla e portarmela.
IO : Conta qualcosa che sono un IT Specialist e non un fattorino?
CAPO : No.
(basta saperlo)

- CAPO : Devi fare questa documentazione entro Venerdì prossimo alle 16.30.
IO : Ok.
Venerdì alle 15.00 stampo il tutto e consegno.
CAPO : Così non va bene.
IO : ?????
CAPO : Se ti do una scadenza devi finire almeno un giorno prima della scadenza.
(crepa)

Passano due mesi, mi rompo definitivamente i coglioni e comincio a cercare lavoro. Lo comunico al capo, gli spiego i miei disagi, se ne sbatte, mi comunica che sono cazzi miei, in sostanza.

Finalmente trovo un altro lavoro. Firmo la proposta e mi rilasso.

Stamattina preparo il foglio di dimissioni, lo stampo, lo consegno e lo chiamo al telefono per informarlo dato che è in malattia. La conversazione che segue:

IO : Ciao capo come stai? (male, spero)
CAPO : Coff coff, etciù, coff insomma, dimmi.
IO : Senti, allora come ti avevo spiegato ho deciso di dare le dimissioni………

………..CAPO : “AH. E come mai?”

Un uomo, un genio.

Cooking myself

Sto cominciando a capire come si sente un qualsiasi alimento dentro un frullatore al momento dell’accensione del pulsante.
Questa settimana mi ha prosciugato qualsiasi energia, e non perchè abbia lavorato tanto. L’ho presa in culo tanto.

E poi, va detto, il mio capo è -tristemente- esilarante :

Capo, 28 anni, al telefono con un fornitore : “Beh, considera che ormai sono IT Manager da circa 10 anni”
Io, 26 anni, basita mi rivolgo alla collega : “Ah, già dalle medie?”

Ma in che mani sono? Oh cielo.

Oggi va così

COLLEGA : “Che nervi! Cosa posso rompere??”

IO : “Uhm..i coglioni? Ah no scusa, quelli li hai già rotti” -_-

Le persone semplici

Le persone semplici sono le migliori.
In ufficio piu’ che mai te ne rendi conto.
Si intrecciano rapporti, si stringono amicizie, e tutto e’ sempre in funzione di quella stramaledetta gerarchia aziendale. Fare amicizia con un dirigente fa comodo, fare amicizia con un operatore del call center si puo’ evitare.
Come IT Specialist io interagisco con tutti, dal proprietario alla reception.
Non sono mai stata trattata bene come al call center.
Sono sottopagati, maltrattati e sfruttati. Di motivi per lamentarsi ne avrebbero milioni.
Ma fanno il loro lavoro e sono gentili.
E voi con i vostri tacchi alti e le vostre cariche di prestigio pulitevici il culo.
Le persone migliori sono le persone semplici.

ll post precedente a questo

…è protetto da password solo perchè parlo di cose specifiche che non voglio vengano lette dai diretti interessati. Chiunque voglia leggere può richiedere la password all’indirizzo fairyvisionsATgmailPUNTOcom.

Non la nego a nessuno, solo a qualcuno che comunque spero non sappia nemmeno che il mio blog esiste.

Protected: Ho perso l’entusiasmo

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