FairyVisions



Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
"Paulo Coelho"

"Siete solo una manica di coglioni! Sapete perché? Perché non avete il fegato per stare dove vorreste stare. Voi avete bisogno di gente come me, vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: "Quello è un uomo cattivo." Bhè? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Io non ho questo problema. Io dico solo la verità, anche quando dico le bugie."
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A ventisette anni, niente funziona nella vita di Lara. Il fidanzato l'ha lasciata, ma lei non si arrende e lo perseguita con messaggi e telefonate, la società di cacciatori di teste che ha aperto con la sua migliore amica non decolla, la socia ha pensato bene di trasferirsi a Goa lasciandola in un mare di guai e la sua famiglia la considera un po' picchiatella... Quando si trova costretta dai genitori ad andare al funerale di una vecchia prozia di centocinque anni che non ha mai conosciuto, Lara sente di aver toccato il fondo. Durante la funzione, però, succede qualcosa di incredibile: le appare una ragazza bellissima, diafana, vestita con l'accurata ed eccentrica eleganza degli anni Venti, che le chiede con insistenza: "Dov'è la mia collana? Voglio la mia collana!". Chi è questa ragazza? Di quale collana parla? E com'è che solo lei tra i presenti al funerale la vede? Insomma, va bene lo stress, ma addirittura avere le visioni! In effetti l'immaginazione di Lara è sempre stata molto fervida, ma quello che da questo momento le accadrà sorprenderà anche lei. Ciò che ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, capricciosa, pungente e stravagante, vestita con meravigliosi abiti vintage, diventerà la sua guida, la sua amica più cara, la confidente perfetta, e che la ricerca dell'agognata collana si trasformerà per entrambe in una sorprendente avventura.more




Archive for March, 2009

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Filosofia di una chiave inglese

E’ il caso di aggiornare? Si, è il caso.
Scrivo questo post di fretta mentre aspetto di trovare la forza per alzarmi dal letto e andare a recuperare la macchina che ieri abbiamo dimenticato di fronte all’officina del nostro meccanico. Si, siamo rincoglioniti, non vedo cosa ci sia da stupirsi.
Queste settimane (quali settimane?) sono passate un zinzillino al volo, tanto che non mi ricordo assolutamente cosa ho fatto ma, essendo una brava persona, avrò sicuramente fatto qualcosa di buono.
Il nuovo lavoro mi assorbe, mi travolge e mi attanaglia, non mi dilungo in spiegazioni ma dico solo che essere sistemista DONNA in messo a sistemisti ovviamente uomini è una delle cose più difficili che abbia mai fatto nella mia vita. Si, il semplice “esserlo”, nonostante io lo sia da 7 anni. Perchè ti criticano, ti mettono in dubbio, non si fidano, e quando, giornalmente, gliela metti nel culo, piagnucolano come dementi.

Ma fa niente, ci sono abituata, ormai so che sono donna solo perchè c’ho le tette e faccio sesso col mio fidanzato. Per il resto potrei anche essere una chiave inglese, la mia identità si è persa tra le cose dette e ridette e spiegate fino alla nausea, a mulini a vento e a muri di carta.

Sono talmente stufa di dovermi spiegare e di sentirmi dire di smussare gli angoli che mi verrebbe voglia di usarli davvero quegli angoli, per sbatterci il cranio a qualcuno e schizzare di sangue tutto il muro e vedere pezzi di cervello sparpagliati sul pavimento che mi salutano e, più simpatici del corpo ospitante, mi dicono che sono stata brava.