FairyVisions



Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
"Paulo Coelho"

"Siete solo una manica di coglioni! Sapete perché? Perché non avete il fegato per stare dove vorreste stare. Voi avete bisogno di gente come me, vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: "Quello è un uomo cattivo." Bhè? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Io non ho questo problema. Io dico solo la verità, anche quando dico le bugie."
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A ventisette anni, niente funziona nella vita di Lara. Il fidanzato l'ha lasciata, ma lei non si arrende e lo perseguita con messaggi e telefonate, la società di cacciatori di teste che ha aperto con la sua migliore amica non decolla, la socia ha pensato bene di trasferirsi a Goa lasciandola in un mare di guai e la sua famiglia la considera un po' picchiatella... Quando si trova costretta dai genitori ad andare al funerale di una vecchia prozia di centocinque anni che non ha mai conosciuto, Lara sente di aver toccato il fondo. Durante la funzione, però, succede qualcosa di incredibile: le appare una ragazza bellissima, diafana, vestita con l'accurata ed eccentrica eleganza degli anni Venti, che le chiede con insistenza: "Dov'è la mia collana? Voglio la mia collana!". Chi è questa ragazza? Di quale collana parla? E com'è che solo lei tra i presenti al funerale la vede? Insomma, va bene lo stress, ma addirittura avere le visioni! In effetti l'immaginazione di Lara è sempre stata molto fervida, ma quello che da questo momento le accadrà sorprenderà anche lei. Ciò che ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, capricciosa, pungente e stravagante, vestita con meravigliosi abiti vintage, diventerà la sua guida, la sua amica più cara, la confidente perfetta, e che la ricerca dell'agognata collana si trasformerà per entrambe in una sorprendente avventura.more




Archive for April, 2009

Night time

A quest’ora della notte io bacio lui che va a dormire, gli rimbocco le coperte, chiudo la porta e ascolto il silenzio.
Poi vado in balcone a luci spente e respiro il profumo del niente.
Mi guardo intorno, respiro e respiro. Se scende una lacrima la lascio fare. Penso, ripenso, rifletto.
E mi ritrovo sempre con un sorriso scemo stampato sulla faccia, inondata di lacrime che non si sa da dove vengano ne perchè, ma quando rientro in casa mi sento svuotata di tutto il male che ci possa essere e riprendo la mia vita con ancora più voglia di viverla.

Enemies

Ognuno di noi ha un nemico, una nemesi, una persona che ti odia in silenzio e che sai essere in agguato a ridere di ogni lacrima che versi. Quella persona che finge di interessarsi a te per farsi raccontare l’accaduto e poi goderne in disparte pensando che te lo meriti. Quella persona dalla quale sai che ti devi sempre guardare le spalle, perchè presto o tardi farà o dirà qualcosa a tuo danno.

Ce l’ha ognuno di noi, vero? Si, e ce l’ho anche io.

Quello che il mio nemico non sa è che mentre lui ride e pregusta vendetta, io gli ho già scavato la terra sotto i piedi e portato via ciò che di più caro aveva.  In silenzio, in disparte. E ho vinto la mia guerra.

Lettera aperta

Caro Dio,
ipotizziamo che tu esista. Ci ho creduto per tanti anni, ma da piccoli si crede che esista anche l’uomo nero, non so se rendo l’idea.
Comunque, consideriamo un attimo le storielle che ci raccontano in Chiesa, ci dicono fin dalla nascita che siamo peccatori, e allora via tutti a farci battezzare. Poi ci dicono che quella roba bianca insapore è il corpo di Cristo, che assumerla pregando ci renderà tuoi figli, e noi via a mangiare le ostie. Poi ci dicono che quando si cresce, siccome nonostante il battesimo e le ostie non siamo ancora davvero tuoi figli, bisogna fare un rito che lo dichiari apertamente, e noi via tutti a fare il rito.
Quando ci innamoriamo non possiamo fare l’amore perchè tu ti arrabbi, e allora ci dobbiamo sposare. Quando siamo sposati non possiamo ancora fare l’amore quando ci va ma solo per fare figli, e allora via tutti a fare i figli.
Quando combiniamo qualcosa tu ci tieni il muso, e allora via dal prete a raccontare i cazzi nostri.
Quando qualcuno uccide, stupra, molesta o ruba, tutti ti chiedono il perchè esista il male e tu rispondi che ce lo siamo voluto.
Ora, fin qui mi sta bene, è una cosa alla quale o credi o non credi.
Ma me lo vuoi spiegare il senso della catastrofi naturali? Cioè, vuoi farci davvero credere che anche quelle sono colpa nostra?

Signora, lei si, quella che sta piangendo disperatamente la morte di suo marito, dei suoi figli e di tutta la sua famiglia, lei che ha perso la casa, la voglia di vivere e il sorriso, lei lo sa che è colpa sua? La smetta di piangere, suvvia, e piuttosto occupi il suo tempo ad accedere ceri in Chiesa, che quelli si che salvano la vita.

Break Up

In questi giorni non ho proprio parole, non ho testa, non ho cervello e non ho tempo.
Chi legge abitualmente questo blog ricorderà un post sul terremoto di San Giuliano, e chi non se lo ricorda cazzi suoi.
Fatto sta che la mia testa è spesso in Abruzzo ma io non ci posso andare per vicissitudini molteplici e complesse che non vi spiego e mi tengo per me.
Sono incazzata come una faina, per quello e per molto altro, e sono arrivata ad un punto in cui o mi drogo di Valeriana o vi ammazzo tutti.