Archive for June, 2009
Per delle fottute stronze
Care donne (ma solo alcune),
siete esseri favolosi, geniali e interessanti. Siete forti e coraggiose e avete una marcia in più degli uomini in molti settori della vita.
Ma, a volte, mi fate vergognare di essere una di voi.
E sapete quando? Quando diventate cattive, prepotenti e smettete di comprendere. E con chi lo fate? Con i vostri uomini.
Non si sposa un uomo grasso pensando che tanto lo farete dimagrire, se non ha problemi di salute, magari lui è felice così.
Non si ama un uomo con i capelli lunghi pensando che tanto dopo sposati glieli farete tagliare, deve essere lui a deciderlo, e se non lo fa perchè si piace così, rimane sempre l’uomo che amate.
Non ci si innamora di un uomo goliardico e divertente che è l’anima del suo gruppo di amici, per poi dargli del buffone in pubblico e desiderare che diventi silenzioso e pacato, perchè snaturate il suo modo di essere, e non si sentirà più se stesso.
Non si esce con un uomo con la macchina sportiva pensando che poi, quando ci saranno i figli, tanto la venderà, perchè è sua, non tua, decide lui, non tu.
E me lo dovete spiegare, davvero, perchè vi piacciono gli uomini divertenti, originali, con le maniglie dell’amore e con una bella macchina, se poi, una volta varcata la soglia della “vostra” casa, li obbligate a diventare magri, silenziosi, educati, e con la monovolume diesel.
Che poi, “vostra” è un parolone. Cara donna, quella nella tua testa è casa tua. Scegli tu mobili, colori e disposizione delle cose, e lui non è libero neanche di lasciare una maglietta appoggiata sul letto.
E la vita, in quella casa, la decidete voi, lui non può fare tardi a lavoro, non può uscire troppo spesso con gli amici, non può stare fuori oltre una certa ora. Non può giocare a calcetto, non può guardare il calcio, non può guardare la formula1. Non può chattare, navigare, comunicare con l’esterno.
E se fa una qualsiasi di queste cose, nonostante il divieto, voi date in escandescenze. Lo umiliate, lo fate sentire sporco.
Non vi sentite mai in colpa? Non vi sentite delle fottutissime stronze?
Immaginate se fossero loro ad impedirvi di fare ciò che amate, a non farvi più comprare borse e scarpe e a non uscire più con le amiche.
Li considerereste maschilisti e chiedereste il divorzio portandogli via ogni centesimo guadagnato.
E voi, come vi considerate?
Le cose non vanno mai come credi
La maggior parte delle cose che accadono, accadono per una ragione.
Certo, ci sono le tragedie, le sfighe e i contrattempi inutili, ma nascoste nell’elenco dei fatti si trovano sempre cose che dovevano succedere per forza.
La cosa brutta però è che, di solito, a fatto segue reazione e ci si convince che il primo impulso scaturito sia quello che realmente doveva essere.
Come quando ti cade un bicchiere e si rompe, ti incazzi perchè ti piaceva e che palle adesso a raccogliere tutti i pezzi. E poi mentre ti chini a cercare ogni microscopico pezzo di vetro, magari lì sotto il mobile ritrovi qualcosa che avevi perso mesi prima e che non ti ricordavi proprio più. E sorridi e pensi ma vai a cagare bicchiere, ti ricompro.
Ecco e questo capita anche con molte altre cose.
Come quando reagisci ai fatti nello stesso modo da anni ma poi in una notte toscana con la tua migliore amica scopri che la tua reazione, quella vera, quella tua tua, sarebbe stata diversa.
Perchè ci si abitua, quello che protegge difficilmente si abbandona.
Ma si dovrebbe perchè anche se poi fa paura accorgersi di certe cose, può anche capitare che vedere se stessi sotto occhi diversi faccia solo bene.
E faccia venire voglia di respirare di più.
Vicini vicini
I miei nuovi vicini sono arrivati una mattina di qualche settimana fa.
Li ho conosciuti subito, perchè appena hanno acceso il primo interruttore di casa, è saltata la luce a tutto il palazzo spegnendomi il pc mentre caricavo via ftp.
Sono scesa a controllare e si sono presentati: “piacere, Angelo.” Un sorriso a 34.000 denti e un accento del sud, simpatico, caloroso.
Bene, penso. Sono simpatici ed educati. Sarà un piacere.
I miei vicini sono arrivati una mattina di qualche settimana fa.
E da allora non si dorme più. Urlano alle 8 di sabato e di domenica mattina, la notte svuotano scatoloni e spostano mobili. Prima di andare a letto attaccano quadri.
La mattina inciampi sulle loro bici parcheggiate dove non si può.
Sono 7 e abitano in una casa enorme e semi vuota dove rimbomba anche uno starnuto.
Ma sono simpatici, ed educati.
Per cui confido che il prossimo sabato mattina, quando scenderò in ciabatte per mandarli a prenderlo assolutamente in culo, loro mi apriranno la porta con un sorriso a 34.000 denti.
A volte due schiaffi sarebbero la soluzione
Ora. Io non è che voglia criticare le scelte altrui, ma non è proprio possibile che ogni volta che apprendo notizie su vecchie conoscenze, mi debbano cascare le braccia.
Gente che, alla soglia dei trent’anni passa ancora il tempo solo a bere, drogarsi, parlare male del sistema, fare “follie” da ragazzini.
Sono tanti e tutti accomunati da un unico comune denominatore: sono infelici. Affermano senza dubbio che se tornassero indietro farebbero tutto in modo diverso. Oppure ridono e sbraitano di quanto le loro vite siano più emozionanti di chi ha un mutuo sulle spalle. Ma quel mutuo lo vorrebbero e nessuno glielo da, perchè se sei un cretino chi mai ti darà dei soldi? E allora vivono in casa con mamma o con nonna oppure condividono stanze fatiscenti con altri 30enni senza futuro.
Non hanno un lavoro e se ce l’hanno è precario. Non hanno una vita sentimentale, e se ce l’hanno la distruggono con le loro stronzate. Non hanno amici veri ma solo conoscenti che vanno di moda in quel momento.
Io proprio non ci arrivo a capire perchè le persone non vogliano crescere o crescano nel modo sbagliato.
Come si fa a vivere senza progetti, senza sogni, senza una stabilità, senza delle certezze?
Non lo so, non lo so proprio.
Io ho cominciato a lavorare a 19 anni e ho comprato la mia prima casa a 23, ho aperto un’attività a 27 e conto di godermi la vita facendo quello che mi pare almeno fino a che le gambe mi reggono in piedi. E non significa che non mi diverta o ch non faccia anche io follie. Solo che non sono una spiantata. I miei amici non sono spiantati.
Siamo gente che lavora, ha una casa, un compagno o marito/moglie, qualcuno ha figli, ma siamo tutti soddisfatti.
Perchè c’è un tempo per ogni cosa, ed essere adulti, se lo sai essere davvero, è una cosa bellissima.
E per rispetto di tutti quei 30enni che si fanno un culo così per crearsi un futuro ma il sistema li crede tutti dementi come voi e non investe su di loro, fate un favore, andate a spalare la merda nelle fattorie e levatevi dai coglioni.





