Archive for October, 2009
Un vaffanculo non si nega a nessuno
Essere se stessi è una cosa importantissima. E’ il fondamento, almeno per me, di tutta la mia vita, se non potessi essere come voglio non potrei essere nemmeno lontanamente felice. Dovrebbe essere così per tutti, ma, al di là dei soliti paraculi, ci sono anche persone succubi di altre persone che vivono loro di fianco.
Un amico di un amico di un amico, ennesimo esempio della categoria dei succubi, si vorrebbe (dovrebbe) sposare, convive insieme (sotto la giurisdizione della) alla ragazza, lavora tutto il giorno (come un cane) e lei fa la casalinga.
Lui torna a casa ogni sera con un unico desiderio: rilassarsi insieme alla sua donna e poi farsi una mezz’ora a giocare con l’Xbox per scaricare le tensioni della giornata. Lei cosa fa? Stanca e stufa di stare tutto il giorno a casa (a grattarsi la ciuffetta, mantenuta da lui), gli toglie l’Xbox. Gli toglie il pc, gli toglie le sue passioni, lo obbliga ad andare a dormire presto se lei va presto, tardi se lei va tardi.
Ora, Gesù santissimo, vuoi morire brutta stronza, dico io?
No, gli sopravviverà, come tutte le donne di merda che popolano convivenze e matrimoni infelici.
E a tutte queste categorie di donne io dico: VAFFANCULO. Stronze, opportuniste, incapaci di essere e rendere felice nessuno.
(perchè mi incazzo così tanto con queste donne e ne parlo così spesso? Perchè mi fanno vergognare di essere donna anche io, perchè di tutti i luoghi comuni, di tutte le prese in giro, di tutte le discriminazioni e le cattiverie che le donne hanno subito nella storia, è solo colpa vostra. Vostra, troie, vostra.)
Happyness as it is
Si potrebbero dire tanto cose riguardo al concetto di felicità. Si potrebbe parlare di obiettivi raggiunti, amore corrisposto, amicizia che dura da anni o addirittura di molti soldi.
Si potrebbero raccontare aneddoti dove si è riso fino alle lacrime, o momenti in cui ci si è sentiti orgogliosi di se stessi o di qualcuno che si ama.
Si potrebbe parlare di vacanze, raccontare viaggi, cose viste e fotografate, momenti indimenticabili davanti ad un tramonto e cene in riva al mare.
Si potrebbe ricordare la prima volta che hai incontrato qualcuno che poi è diventato importante e tutti i momenti vissuti da quel momento in poi, e che vi hanno portato a dove siete ora.
Si potrebbe parlare di pomeriggi con un’amica, a chiacchierare, fare shopping, progettare e ridere insieme.
Oppure potrebbe bastare l’eco infinito nella tua testa di una piccola voce che ti dice “No.” Una voce che quando la senti per la prima volta ti chiedi se esiste una cosa più emozionante di qualcuno che si fida di te quando non si è mai fidato di nessuno che non fosse la sua mamma, che gioca e ti sale in braccio e si fa dare i bacini e ti sorride e ti saluta e ti guarda facendoti capire che lì dentro, dentro quella testa di bimbo così piccolo ci sono cose che potrai conoscere solo se lo amerai.





