Archive for February, 2010
Falling
Verso la fine di una domenica di quasi primavera, mi ritrovo sola a casa dopo una giornata di sorrisi e respiri assonnati.
Mi ritrovo al telefono con un’amica a ridere di cose impensate.
Mi ritrovo a guardare foto, a leggere cose, ad ascoltare canzoni e ad avere pensieri.
Quello che penso, davvero, adesso, non lo dico nemmeno a me stessa.
Ci sono certi momenti in cui vedi le cose per quello che sono e hai l’immediata certezza che devi cambiare qualcosa. Allora lo fai, prendi coraggio e ti butti.
Ma nessuno ti avverte che il momento peggiore e più difficile non è il salto, ma l’atterraggio.
E io sono ancora in volo, sospesa a mille milioni di metri da terra, fluttuando nell’aria, cambiando posizione ad ogni alito di vento, cercando di non guardare giù e sperando di farmi meno male possibile.
Listening to “Falling” – Lacuna Coil
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Are you happy?
Oggi è San Valentino.
Vi immagino nei giorni scorsi a dar la caccia al regalo perfetto, a chiamare il vostro ristorante preferito per assicurarvi il tavolo migliore per stasera, a raccontare agli amici cosa avete comprato, a preoccuparvi di non aver comprato qualcosa che non piacerà.
Poi stamattina, vi siete svegliati e avete cominciato ad organizzare la giornata. Cosa mi metto, cosa si mette, starò bene, andrà bene, litigheremo? E’ un giorno speciale, non si può litigare, deve essere tutto perfetto. Vestiti-ristorante-regalo-cena-conversazione-sesso. E se succede qualcosa? E se il ristorante ha sbagliato la prenotazione? E se il regalo non piace? Niente sesso, niente armonia, si torna a casa incazzati.
Ma tutto questo, a noi, non riguarda. E scusate, ma ora vado, che devo passare una giornata qualunque, in un modo qualunque, insieme all’uomo con cui è San Valentino ogni giorno, dal primo giorno.
What do you think about me
Piace quasi a tutti essere rispettati e invidiati. La reputazione, per alcuni, ha un valore superiore al benessere.
Ed eccoli che fanno cose, affermano certezze, sbandierano traguardi. Prima si faceva in gruppo, al bar, in famiglia, o al circolo. Adesso è molto più semplice, basta farlo su internet. Bastano un blog e un account su un social network qualsiasi.
Tutti a correre più veloce degli altri, tutti a scervellarsi su cosa e come condividere col mondo in modo da dare di se stessi una certa idea piuttosto che un’altra.
E nascono discussioni, a volte addirittura litigi, persone bollate a vita come troll o come pazzi invasati solo perchè non la pensano come te.
E mi sta anche bene, alla fine fa parte del gioco, tu affermi un concetto, io do la mia opinione. Non ti piace? Ti arrabbi? Pazienza, vivo bene lo stesso.
Ma la cosa esilarante è quando tutto questo lo fa qualcuno che conosci di persona.
Quando questo qualcuno afferma con sicurezza di essere qualcosa che – sai benissimo – non è.
E si ride, e ci si incazza anche, ma basta sedersi ed aspettare al bordo del fiume.
Perchè, quando resterai da solo con te stesso, quando avrai paura e bisogno di qualcuno, quando sarai vecchio e forse malato o più semplicemente tra le quattro mura di casa tua, quando non ci sarà nessuno con cui parlare, la tua reputazione non ti farà compagnia. Non è una persona, non è un supporto, la tua reputazione è un castello di carte da gioco di cristallo in una tempesta di vento e sabbia. Sei sicuro di voler puntare tutto su questo?
Many things
Ho troppe cose da fare e poco tempo. E’ un periodo frenetico che va vissuto senza distrazioni.
Sarà un periodo lungo, spero il più possibile, e non ci saranno parole gentili e momenti di comprensione per nessuno.
Chi è con me lo sa e si regola di conseguenza. Per tutti gli altri, al solito, me ne frego. Non ho niente da spiegare a nessuno e nessuna voglia di essere amichevole.
Esiste una scatola, nella mia vita, dove ho messo le persone che voglio portare nel mio viaggio. Questa scatola è rimasta aperta per molti anni, nell’attesa di essere riempita e anche un po’ nell’incertezza del suo contenuto.
Ecco, io oggi ho chiuso il coperchio.





