Archive for the ‘Che palle’ Category
Che gioia in Agosto a lavoro
E’ il concetto di base che è sbagliato. Lavoro “dipendente”. Che bruttissima parola.
E io non sono proprio fatta per dipendere lavorativamente da qualcuno. Ok, se il lavoro non lo so fare e tu me lo insegni apprezzo e obbedisco. Ma se il lavoro io LO SO FARE meglio di te, vedi di non rompermi i coglioni. Ma devo starti a sentire per forza, perchè sei il mio capo. E mi comincio a chiedere chi è che ti ci ha messo lì in quel ruolo, perchè io devo sottostare agli ordini di un cretino. E rimugino e mi incazzo e mi stresso. Prometto vendetta ma ho le mani legate. Tanto sei tu quello che si è potuto permettere ogni anno ferie da 6000 euro e io a malapena ci sono andata in ferie.
E’ che a volte mi illudo che ci sia una giustizia, che le cose prima o poi vengano a galla.
E’ anche che io non ci arrivo a capire perchè un essere umano debba contare più di un altro solo per via di uno schemettino ridicolo appeso in bacheca che si chiama “Organigramma aziendale”.
Tutti meritano rispetto, ma soprattutto tutti se lo devono guadagnare. Ma in questo mondo no, non funziona così. Tu sei il capo e bisogna rispettarti, ma fai che non ti incontri mai in un vicolo cieco quando avrò cambiato lavoro.
Adesso cominciano a girarmi i coglioni..
..a elica, proprio.
Sorvolando sul fatto che stanotte alle 4.15 siamo stati svegliati da un temporale che ha allagato tutti i box e le cantine, sorvolando sul fatto che, presa da frenesia del temporale, una zanzara mi ha punto al centro esatto del labbro superiore con passione e trasporto, sorvolando anche sul fatto che appena arrivata a lavoro mi ha chiamato la solita sfracella testicoli che non riesce a stampare (forse, sai, se clikki stampa magari qualcosa succede)…stamattina scrivo quattro righe serie.
Tutti, o quasi, quelli che mi leggono, sanno della discussione avvenuta mesi fa con Ninna. E sanno altrettanto bene che faccio parte del team di Automatic BlogStar.
Sanno anche che con Ninna ho risolto la questione e, anzi, adesso siamo in ottimi rapporti.
Adesso mi sento dire che chi passa la giornata dietro al blog e a twitter non ha una vita, anzi, sfoga sul web addirittura frustrazioni diffuse nate in altri settori (stamminkia).
Mi può anche stare bene, da un certo punto di vista, io stessa prima sostenevo che un tale impegno di tempo online per forza doveva rubare spazio ad altre cose, magari (magari, non certamente) più interessanti.
Solo che a volte, parlando con persone, leggendo racconti, cercando di capire situazioni, si cambia idea. Quindi adesso, no, io non lo penso che chi passa parecchio tempo al giorno online sia un cretino. Penso semplicemente che sia una persona che ci si diverte, o ci guadagna, o si appassiona o quel cazzo che vuole. Liberissimo di farlo senza bisogno che il nuovo satiro del millennio vada a sfracassargli il cazzo per questo motivo.
Non ce l’ho con nessuno in particolare, ma a questo punto mi pare ovvio che io con Automatic BlogStar non ho più niente a che spartire.
E’ stato bello finchè è durato ma adesso credo sia meglio andare ognuno per la sua strada.
Causa matrimonio, vendesi..
No, non mi sposo, non ancora.
La frase che campeggia nel titolo mi fa accapponare la pelle ogni volta che la incontro.
Si trova dappertutto, sugli annunci, sui forum, sui giornali, ovunque ci sia qualcosa da vendere.
Causa matrimonio vendo : la macchina sportiva, la moto, l’auto da corsa, la moto da competizione.
Qualunque cosa sia, ha un motore. Da adrenalina. E’ costosa. E’ passione.
Ecco, ma voi, future mogli, non vi sentite in colpa? Perchè un uomo quando si sposa deve rinunciare a tutto quello che la sua vita è stata prima di voi? Non l’ho mai capito.
La prima volta che sono andata a correre in pista con la mia macchina il mio fidanzato mi guardava dalle tribune. La prima volta che c’è andato lui eravamo uno dietro l’altro, ognuno nella sua macchina, davanti al semaforo con l’adrenalina a mille e il piede sull’acceleratore.
Quando ha comprato la sua prima macchina sportiva abbiamo messo via soldi insieme e insieme l’abbiamo curata e modificata ogni volta che ce n’è stato bisogno.
Quando ha comprato la seconda macchina sportiva abbiamo fatto i conti insieme e visto che ci sarebbe costata sangue ogni mese abbiamo rinunciato ad altro. Ma l’abbiamo presa. E ormai navigati grazie alla macchina precedente, tanti lavori di manutenzione ce li siamo fatti da soli, io e lui in box. Perchè lui ha le idee e io ho le mani piccole che passano meglio tra il motore, i cavi, i tubi e tutto quello che sta dentro il cofano. Così finisce sempre che lui mi spiega cosa devo fare e poi io lo faccio. Ed è bello, è bellissimo.
D’estate facciamo il giro degli autodromi per correre prima che chiuda la stagione.
La domenica andiamo a vedere i rally.
A casa si guardano in tv i camera car per imparare.
A Natale ci siamo regalati ciascuno un volante, per il suo compleanno gli ho regalato un kit di aspirazione e per il mio lui mi ha regalato le molle per l’assetto.
Allo stadio ci si va insieme.
Se lui vuole guardare la partita io intanto gli preparo la cena.
L’anno prossimo ci compriamo la moto, una a testa perchè nessuno dei due vuole fare la zavorra dell’altro.
Non siamo ricchi, ma ci facciamo stare tutto.
Perchè invece tante di voi obbligano i loro uomini a rinunciare a tutto non appena mettete le grinfie sulla loro vita? Perche?? Davvero, spiegatemelo, io non lo capisco.
Non capisco come sia possibile che, pur dicendo di amarlo, lo costringiate a rinunciare ad una passione in nome della vita casalinga. E che quando, dopo anni, vi accorgete che non è felice diate la colpa ad un’altra donna invece che alla loro frustrazione per l’aver abbandonato tutto in nome dell’amore per voi.
E quando, stufo di sentirvi urlare senza motivo, l’altra donna se la trova davvero, urlate allo scandalo “ma io ho fatto tutto per te in questi anni!!”
Davvero? Avete fatto tutto per lui? E allora l’avete fatto invano. Sarebbe bastato non rompergli i coglioni per la moto, la macchina, la bici, la playstation, gli amici, il calcio, lo stadio e il cielo solo sa cos’altro.
Fateli vivere, vi ameranno di più.
A volte, davvero, mi fate vergognare di essere donna.
Donna sull’orlo di una crisi di nervi
Ho un umore rognoso e acido.
Mi da fastidio tutto, mi danno fastidio tutti.
Non sopporto il caldo, l’aria, la gente, Milano, il mondo.
Penso che tra breve manderò tutto affanculo e scapperò con l’uomo che mi sopporta.
Domenica andiamo a vedere un rally di un nostro amico in Valcamonica, magari ci resto. Ekkekkazzo.






