Un vaffanculo non si nega a nessuno
Essere se stessi è una cosa importantissima. E’ il fondamento, almeno per me, di tutta la mia vita, se non potessi essere come voglio non potrei essere nemmeno lontanamente felice. Dovrebbe essere così per tutti, ma, al di là dei soliti paraculi, ci sono anche persone succubi di altre persone che vivono loro di fianco.
Un amico di un amico di un amico, ennesimo esempio della categoria dei succubi, si vorrebbe (dovrebbe) sposare, convive insieme (sotto la giurisdizione della) alla ragazza, lavora tutto il giorno (come un cane) e lei fa la casalinga.
Lui torna a casa ogni sera con un unico desiderio: rilassarsi insieme alla sua donna e poi farsi una mezz’ora a giocare con l’Xbox per scaricare le tensioni della giornata. Lei cosa fa? Stanca e stufa di stare tutto il giorno a casa (a grattarsi la ciuffetta, mantenuta da lui), gli toglie l’Xbox. Gli toglie il pc, gli toglie le sue passioni, lo obbliga ad andare a dormire presto se lei va presto, tardi se lei va tardi.
Ora, Gesù santissimo, vuoi morire brutta stronza, dico io?
No, gli sopravviverà, come tutte le donne di merda che popolano convivenze e matrimoni infelici.
E a tutte queste categorie di donne io dico: VAFFANCULO. Stronze, opportuniste, incapaci di essere e rendere felice nessuno.
(perchè mi incazzo così tanto con queste donne e ne parlo così spesso? Perchè mi fanno vergognare di essere donna anche io, perchè di tutti i luoghi comuni, di tutte le prese in giro, di tutte le discriminazioni e le cattiverie che le donne hanno subito nella storia, è solo colpa vostra. Vostra, troie, vostra.)
Happyness as it is
Si potrebbero dire tanto cose riguardo al concetto di felicità. Si potrebbe parlare di obiettivi raggiunti, amore corrisposto, amicizia che dura da anni o addirittura di molti soldi.
Si potrebbero raccontare aneddoti dove si è riso fino alle lacrime, o momenti in cui ci si è sentiti orgogliosi di se stessi o di qualcuno che si ama.
Si potrebbe parlare di vacanze, raccontare viaggi, cose viste e fotografate, momenti indimenticabili davanti ad un tramonto e cene in riva al mare.
Si potrebbe ricordare la prima volta che hai incontrato qualcuno che poi è diventato importante e tutti i momenti vissuti da quel momento in poi, e che vi hanno portato a dove siete ora.
Si potrebbe parlare di pomeriggi con un’amica, a chiacchierare, fare shopping, progettare e ridere insieme.
Oppure potrebbe bastare l’eco infinito nella tua testa di una piccola voce che ti dice “No.” Una voce che quando la senti per la prima volta ti chiedi se esiste una cosa più emozionante di qualcuno che si fida di te quando non si è mai fidato di nessuno che non fosse la sua mamma, che gioca e ti sale in braccio e si fa dare i bacini e ti sorride e ti saluta e ti guarda facendoti capire che lì dentro, dentro quella testa di bimbo così piccolo ci sono cose che potrai conoscere solo se lo amerai.
Oggi
Oggi è stata una giornata piena e mi prendo giusto cinque minuti per scrivere e poi me ne vado a dormire.
Oggi ho aiutato un’amica a realizzare una cosa alla quale teneva tanto tanto.
Oggi ho visto un’altra amica sfilare con un pancione finto tenendo per mano la sua bambina raggiante e sorridente e un’altra bimba belle belle nei loro vestitini da principesse.
Oggi ho pianto davanti a 18 bambini ammirati nei loro 20 minuti da protagonisti di una fiaba, con tanta più gente di quanta sperassimo.
Oggi mi sono presa un sacco di baci e di abbracci e di sorrisi da un cinquenne biondo che quando mi guarda negli occhi mi legge dentro e mi strappa un amore che non avrei mai pensato di provare per un figlio non mio.
Credo che dovreste tutti andare a morire ammazzati
Sono una persona spietata e senza mezze misure. Non comprendo, non conosco l’empatia e non vedo le cose in scale di grigi. O bianco, o nero. E sono sempre indissolubilmente convinta che la maggior parte delle cose che viviamo sia solo colpa nostra.
- Credo che i veri genitori siano in via d’estinzione. Ciò che subiscono ogni giorno i vostri figli è sconvolgente e no, non c’è bisogno di arrivare a picchiarli e maltrattarli per farli sentire non amati e trascurati. Basta molto meno.
- Credo che affermare “sono a favore dei matrimoni gay” sia l’emblema dell’essere un omofobo di merda, perchè la possibilità di stare insieme, anche legalmente, dovrebbe essere normale e sacrosanta per qualsiasi essere umano. E soprattutto scontata.
- Credo che il vostro lamentarvi incessante del vostro lavoro sia sintomo di stupidità. Se non ti piace cercane un altro, se sei vincolato a quel lavoro per ragioni di sicurezza economica per la famiglia ci dovevi pensare prima di crearla, la famiglia, altrimenti goditi le sere a casa con i tuoi figli, che dovrebbero bastare loro a far sembrare la tua vita un sogno. E dai la colpa solo a te stesso per il tuo mancato tempismo.
- Credo che comprare abiti per bambini dai cinesi, sapendo benissimo della cancerosità dei tessuti utilizzati, e poi spendere 4.000 euro a cranio per portare la famiglia in vacanza debba essere punibile dalla legge. E tenere poi il bimbo sotto l’ombrellone e fuori dall’acqua perchè ha l’irritazione alla pelle. Senza farlo giocare, spalmandogli la crema protezione 360 con le tue mani dalla french fresca fresca appena fatta. E’ in vacanza anche lui, puttana.
- Credo che il tuo cane si sia rotto i coglioni di pisciare quando vuoi tu. E di non potersi sdraiare sul divano. E di non potersi sdraiare sul tappeto. E di dover stare a terra sulle mattonelle fredde piene di briciole di pane e di capelli e di formiche. E di non poter correre che la casa è piccola. E di essere zittito ogni volta che apre bocca per dirti che sta male nell’unico modo che la natura gli ha concesso: abbaiando. Comprati una villa con ampio giardino, se non te la puoi permettere allora non puoi permetterti nemmeno il cane.
Credo molte cose e non cambio idea quasi mai. Ma più di tutto credo che il mondo sia popolato da un’enorme quantità di stronzi.
Evil company
Sono fermamente convinta che il mondo aziendale sia un piccolo inferno sulla terra.
I miei 8 anni da dipendente sono bastati (e avanzati) a farmi capire che io no, non sono fatta per passare la mia vita tra quattro mura con un capo per lo più testa di cazzo che mi sbraita contro che la “fidelizzazione e l’attaccamento al lavoro” di sto cazzo sono importanti e fanno la differenza.
IO sono importante, IO faccio la differenza, I CAZZI MIEI fanno la differenza, non un’azienda a me sconosciuta che mi paga sempre troppo poco per fare sempre troppo rispetto a quello che vorrei fare in nome di altri, ovvero NIENTE.
Senza contare il rischio di finire in galera che ho corso ogni singolo giorno in cui ho desiderato ai limiti della realizzazione pratica di ammazzare in modi cruenti e sanguinosi tutti i miei capi. Tutti i miei colleghi, tutti i miei (i loro) clienti. Tutti gli utenti (utonti del cazzo). Di spaccare tutti i telefoni, tutti i computer, tutti i server e tutti i culi dei dirigenti di merda che vivevano di rendita e guadagnavano 25.000 euro netti al mese più di me.
Senza dimenticare anche il dovermi giustificare per alzarmi da quella cazzo di scrivania ed andare in bagno, il dovermi inventare lutti familiari o problemi enormi a casa per giustificare sigaretta e telefonata, il dover dire tutti i cazzi miei al capo se per caso prendevo un permesso per una visita, il dover sperare che mi approvassero le ferie e l’arrangiarmi all’ultimo secondo con un low cost perchè sia approvazione definitiva che 14esima tardavano ad arrivare. E non dimentichiamoci mai quel costante tentativo di farmi credere che mi stavano facendo un favore a farmi lavorare, che di gente come me ne trovavano a badilate. Perfetto, trovatele ora, io ho preso una strada diversa.
Ebbene, ora che sono lavoratore autonomo vivo in un limbo di gioia e serenità, a tratti disturbata dalla necessità di procacciarmi prede paganti, ma tutto sommato preferisco fare la spesa al Lidl ed essere felice che potermi permettere inutili cosmetici linea luxury e vivere come stressante anche il solo scegliere le scarpe al mattino.
Senza contare l’argomento tempo. Quante volte avete detto “avessi il tempo lo farei”. Per abitudine lo dico ancora anche io, poi ci rifletto e penso “ma io HO tempo”, e allora mi sono ritrovata a progettare di fare tante cose nuove (che poi tra il dire e il fare c’è di mezzo la prigrizia, ma almeno ho tempo!) e tutto questo mi rende possibile respirare ogni giorno senza che si accelerino i battiti e si alzi la pressione.
Qualche giorno fa una cara amica imprenditrice mi diceva che a volte la quantità di responsabilità e impegni che si ritrova sulle spalle le fa desiderare di tornare ad avere uno stipendio fisso e nessuna preoccupazione se non quella di entrare alle 9.00 e uscire alle 18.00.
E io cara amica mia ti rispondo: non ti pentire mai della tua scelta. Sai perchè? Perchè se lavori in proprio devi preoccuparti di mille cose, la banca, la posta, i fornitori, la qualità del servizio, il recupero crediti, i mesi di magra e molto altro ancora e ti scervellerai per trovare il tempo di fare tutte queste cose a norma di legge. Ma se lavori per qualcun altro, vincolato da un contratto di lavoro dipendente, hai il tuo stipendio certo a fine mese, naturalmente, hai le tue ferie garantite, le malattie pagate, i permessi retribuiti, un luogo sicuro dove ripararti dalle crisi economiche dilaganti, ma la tua più grande e penosa preoccupazione sarà quella di come trovare il tempo per vivere la tua vita.
E cosa preferisci scegliere? Domanda superflua, io non tornerei mai indietro.
Here we are
C’è quest’aria fresca stasera, siamo qui in giardino con la piscina illuminata che rende l’atmosfera speciale. Verdura fresca nel piatto e visi rossi dal sole, profumati di doccia e di crema, aspettiamo gli amici per l’ultima sera in vacanza.
Domani si torna, in tanti sensi. E quest’estate finisce con questa brezza fresca e il pensiero di tutto quello che sarà. Questo inverno lo aspetto da mesi, perchè anche se sembra che non sia successo niente, dentro di me è successo tutto.
Ho consolidato rapporti, creato nuove amicizie, rimosso rami secchi che davano solo fastidio, messo i puntini sulle i per tante cose e tante persone. E molto altro, il fondamento, ma tendo sempre a dare molto più valore al rapporto umano che al resto.
La cosa importante sarà stare bene e guardarsi allo specchio senza rimpianti e rimproveri, tutto il resto, ora, ha davvero poca importanza.
E finisce l’estate, bentornati a tutti.
Holidays
Non ho voglia, non ho tempo e non ho testa. Questo mese concentrerò la mia attenzione su altro. Ci si rivede a Settembre.






